Una dieta a basso contenuto di carboidrati aiuta a perdere peso e a mantenersi in salute

Una dieta a basso contenuto di carboidrati aiuta a perdere peso e a mantenersi in saluteIl rapporto con i carboidrati è sempre stato un po’ problematico: alcuni dicono siano fondamentali per il benessere del fisico; altri li demonizzano perché una tra le classi alimentari che possono causare obesità. Ma cosa c’è di vero? Chi ha ragione? Alcuni filosofi medievali erano soliti dire in latino che in medio stat virtus (trad. la virtù sta nel mezzo), quindi che non bisogna mai eccedere né in un senso né in un altro. Anche se all’epoca non conoscevano ancora i carboidrati, la loro massima può essere adottata pure in questo contesto: il fisico ha bisogno non solo di queste sostanze, ma di tutte le classi alimentari. La regola è non esagerare.

I carboidrati e il corpo umano

Quando parliamo dei carboidrati ci riferiamo a dei composti di carbonio e acqua che possono essere semplici (e allora avremo la vasta gamma degli zuccheri) o complessi (polisaccaridi). Queste sostanze sono presenti, anche se in minime parti, praticamente in tutti gli alimenti, ma sono maggiormente concentrati nelle materie vegetali (frutta e verdura). Il sistema metabolico umano è programmato per smantellare i carboidrati fino alla loro forma più semplice, il glucosio, che rappresenta il principale carburante per le cellule. Alcune (come quelle cerebrali) sfruttano quasi esclusivamente questa sostanza, altre invece sono in grado di riprogrammarsi per far fronte, soprattutto in casi di emergenza, alla carenza dei carboidrati sfruttando i grassi. Proprio su questa capacità del corpo di nutrirsi con una sostanza diversa si basano le diete cosiddette low-carb.

Le diete low-carb

Abbiamo visto fin quì che il nostro fisico ha a disposizione due diversi carburanti tra cui scegliere: uno preferito, il glucosio (frutto del metabolismo dei carboidrati), e uno di riserva rappresentato dai chetoni (sostanze derivanti dai grassi). Quando il corpo deve sopperire ad una mancanza prolungata del primo (come in caso di particolari patologie o di digiuno prolungato), automaticamente inizierà ad attingere alla maggiore energia dei secondi per sopravvivere (circa 4 kcal del glucosio contro le 9 dei chetoni). Questa condizione forzata è lo stato chiamato normalmente chetosi.

Ovviamente a questo punto è facile capire perché le diete low-carb sono così tanto popolari, soprattutto nella lotta ai chili di troppo: in un regime alimentare già di per sé ipocalorico, ridurre l’apporto di carboidrati obbliga il fisico ad attingere alla riserva energetica di scorta dei grassi. Ma i lipidi così, come vengono assunti attraverso il cibo, sono troppo grandi e pesanti per poter essere assorbiti dalle cellule, abituate alla piccola e leggera molecola di glucosio. Ecco allora spiegato anche il perché dei chetoni: queste sostanze, più potenti dal punto di vista energetico, sono anche molto più minute e rapide nei movimenti rispetto ai grassi, di conseguenza più facilmente assimilabili dalle cellule.

Dieta low carb: sì o no?

Dieta low carb sì o noA questo punto verrebbe da dire che conviene assolutamente ridurre l’apporto di carboidrati nella nostra dieta quotidiana e che non hanno affatto torto coloro i quali li considerano come nocivi per la salute. Però non è così: considerando il fatto che le uniche strade per espellere i frutti del metabolismo dei grassi sono attraverso la diuresi o attraverso il sistema respiratorio viene da sé che se una produzione di chetoni fuori controllo può risultare dannosa sul lungo termine.

Allora una dieta a basso contenuto di carboidrati fa bene o male? Nel breve termine è innegabile il suo effetto positivo perché aiuta a rimettere in moto il metabolismo e a ridurre rapidamente il grasso corporeo. In più questi regimi, se correttamente bilanciati, compiono un’azione antinfiammatoria generale, soprattutto al livello di intestino, e sono molto utili nel trattamento sia dell’obesità che dell’epilessia (soprattutto infantile). Nel lungo termine, invece, gli aspetti positivi vanno scemando, lasciando esposto il corpo al rischio di sviluppare gravi malattie (anche tumorali) soprattutto a carico del sistema renale e cardiaco.

Una sicura dieta low carb

Se il vostro desiderio è quello di provare a dimagrire usando un regime alimentare a basso contenuto di carboidrati, il primo passo da fare è quello di rivolgervi al medico di riferimento (dietologo, dietista o nutrizionista), il quale controllerà due aspetti:

  • le vostre condizioni di salute consentono di portare a termine questo percorso (di solito per non più di tre o quattro settimane) senza rischi?
  • qual è il miglior regime alimentare low carb in base allo stile di vita e alle vostre necessità?

Una volta risposto a queste domande, il medico vi fornirà la scheda di riferimento, che dovrà essere seguita scrupolosamente sia per quello che riguarda la quantità e la qualità degli alimenti che per la durata della dieta stessa. Tenete presente che entrare in uno stato di chetosi non è semplice per il corpo, per cui aspettatevi che i primi giorni (dai tre ai sette) potreste sentirvi in una condizione quasi influenzale, pur senza febbre (ma con dolori ai muscoli, stanchezza generale, emicrania, senso di nausea etc.). E’ normale: è quella che si chiama in gergo cheto-influenza.

A parte queste prescrizioni per far sì che il percorso di dimagrimento sia senza complicazioni (che comunque vi fornirà il medico nel dettaglio), sappiate che passata la cheto-influenza vi sentirete molto più energici del solito tanto al livello fisico quanto mentale: è l’effetto dell’utilizzo dei chetoni. Come abbiamo visto, sia un ridotto utilizzo che una normale assunzione di carboidrati non sono posizioni totalmente positive o negative. Tutto sta a trovare il giusto bilanciamento, la virtù che si trova nel mezzo. Pronti a provare?

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